sabato 19 aprile 2014

Il nuovo dipinto attribuito a Paolo Finoglio

oggi in una collezione privata spagnola


     “Una ˂morte˃ di Lucrezia[1]”, il grande dipinto ora attribuito a Paolo Finoglio, fu reso noto, per laprima volta, però come “anonimo napoletano” nella tesi di dottorato di Alfonso E. Pérez Sánchez, redatta nel corso del 1965. Contributo accademico che una volta intitolato Pintura Italiana del siglo XVII en España[2] è poi stato pubblicato, in Madrid, il 1965. E l’indicazione “anonimo napoletano”, che abbiamo appena prima riportato, si rinviene a pagina 481, tavola numero 191 dell’appena ricordata Pintura Italiana del siglo XVII en España.
       Il dipinto era conservato in una collezione privata andalusa sin dall’inizio degli anni settanta. La grande tela proveniva, come segnala Pintura Italiana del siglo XVII en España[3], dalla collezione dall’ambasciatore di Spagna a Shanghai, Joaquín Payà López (Bilbao1872-Madrid 1958)[4]. Il dipinto, infatti, misura cm 170 x 210.
      Il recente restauro di “Una ˂morte˃ di Lucrezia”, ha permesso di rilevare che nel lato destro del dipinto in alto figurano antiche ricuciture che rivelano un intervento probabilmente realizzato per nascondere qualche danno. E che nel retro figura il monogramma impresso a fuoco della collezione Payá[5].
     Il recente restauro del dipinto ha, quindi, poi permesso una sua più attenta quanto corretta lettura che ha, per ciò, consentito di attribuirlo “con certezza[6]” a Paolo Finoglio[7].  
     José Luis Requena Bravo de Laguna[8], che ne sostiene   l’attribuzione al pittore di Atella (ca. 1590-1645)[9], precisa che si tratta di un dipinto che si può imparentare, per il tema che vi è raffigurato, a “Rinaldo dinanzi allo scudo del mago di Ascalona[10]” “per le analogie esistenti fra le varie reazioni psicologiche dei personaggi e le qualità tattili dei vestiti, simili anche nel disegno e nel colore[11]”.   
     Come si ricorderà “Rinaldo dinanzi allo scudo del mago di Ascalona” è una delle dieci grandi tele che illustrano altrettanti episodi di “La Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso, ciclo pittorico[12] che, su commissione di Gian Girolamo II Acquaviva d’Aragona,[13] fu realizzato (1642-1645) ad opera di Paolo Finoglio.
     Il ‘Rinaldo dinanzi allo scudo del mago di Ascalona’, cui si è appena fatto cenno, è conservato, con gli altri grandi nove dipinti che illustrano “La Gerusalemme”, nella “Pinacoteca civica Paolo Finoglio” che è sistemata nel castello di Conversano.
     Nei due grandi dipinti “Una ˂ morte˃ di Lucrezia” e “Rinaldo dinanzi allo scudo del mago di Ascalona” “sono anche evidenti (soggiunge José Luis Requena Bravo de Laguna) le analogie formali fra le figure di Lucio Giunio Bruto e il mago di Ascalona, soprattutto nella posizione del corpo, qui in controparte, con il braccio alzato e i piedi leggermente separati[14]”.
      “Il torso nudo di Lucrezia riflette”, poi inoltre precisa José Luis Requena Bravo de Laguna, “modi derivati dall’arte di Simon Vouet”[15], mentre la teatralità delle figure di Collatino e di Spurio Lucrezio, due dei personaggi che campeggiano nella “Una ˂morte˃ di Lucrezia”, rivelano la formazione tardomanierista che è riconosciuta essere una delle caratteristiche più peculiari di alcune tra le più riuscite realizzazioni pittoriche di Paolo Finoglio.
     Le caratteristiche appena accennate, sono anche evidenti (rimarca José Luis Requena Bravo de Laguna) in altre opere di questo stesso momento artistico di Paolo Finoglio, in maniera particolare nel “Giuseppe e la moglie di Putifarre” del Fogg Art Museum di Cambridge, Massachusetts.
     José Luis Requena Bravo de Laguna è poi dell’avviso che sia piuttosto difficile stabilire una data esatta per l’esecuzione di “Una ˂morte˃ di Lucrezia”.
      Ma tenendo conto che la tematica classica dell’opera rimanda quasi certamente alla “Gerusalemme Liberata” ritiene che si può ritenere che “Una ˂morte˃ di Lucrezia” sia stata realizzata negli anni che corrono fra il 1642 e il 1645[16].
      Precisazione che ci dovrebbe portare a dedurre che Paolo Finoglio non si sarebbe limitato a dipingere, negli anni che vanno dal 1642 al 1645, solo ed unicamente per Gian Girolamo II e quindi alcuni altri committenti residenti di Terra di Puglia quanto anche non avrebbe affatto rinunciato ad accettare commissioni che gli venivano, forse anche direttamente, pure d’oltre mare. In specie forse anche dalla Spagna dove non poteva non essere noto come molti altri celebri pittori, suoi contemporanei, che operavano nel vice regno spagnolo. Tra i quali è facile citare, sopra tutto, a Massimo Stanzione, Aniello Falcone, Andrea de Lione, Jusepe de Ribera ai quali, all’inizio degli anni trenta del XVII secolo, don Manuel Fonseca y Zúñiga, sesto conte di Monterrey e viceré di Napoli, eseguendo gli ordini del cognato conte-duca di Olivares, commissionò un vasto ciclo di opere con storie dell’antica Roma per decorare il nuovo palazzo del Buen Retiro di Madrid[17].
      Ipotesi, quella che abbiamo poco più sopra sostenuto, che pare verosimile sempre che la datazione che José Luis Requena Bravo de Laguna propone per la realizzazione di “Una ˂morte˃ di Lucrezia” sia particolarmente attendibile. In quanto, per altro, potrebbe anche offrire l’abbrivio per un filone (forse anche non nuovo di ricerche sulla produzione finogliesca) che potrebbe risultare non del tutto infruttuoso. Come, d’altro canto, fa ipotizzare la recente attribuzione a Paolo Finoglio del grande dipinto intitolato “Una ˂morte˃ di Lucrezia”.
     Grande tela che, ora, è custodita presso la residenza privata di un noto collezionista di Cordoba, in Spagna.
                                                                   francoiatta@tiscali.it          


[1] Lucrezia, come è noto, è un personaggio semileggendario della storia di Roma. Lucrezia moglie fedelissima e casta di Collatino, venne violentata da Sesto Tarquinio e per la vergogna dell’oltraggio subito Lucrezia si suicida. L’episodio è stato tramandato da Tito Livio, si cfr. Ab urbe condida libri, I, 57.  Il marito, il padre ed il suo amico Lucio Giunio Bruto decisero di vendicare Lucrezia e, per ciò, guidarono la sommossa popolare che cacciò via i Tarquini da Roma. Così nacque la res publica romana, i cui primi due consoli furono proprio Lucio Tarquinio Collatino e Lucio Giunio Bruto artefici della sollevazione contro quello che poi divenne l'ultimo re di Roma. La figura di Lucrezia, come è noto, ha goduto di una straordinaria fama durante il Rinascimento, per l’appunto, come modello di castità. Il “suicidio” di Lucrezia è, per ciò, divenuto il soggetto di molti dipinti tra i quali non si possono non annoverare quelli realizzati da Botticelli, Dürer, Filippino Lippi, Parmigianino, Rembrandt, Veronese e Tiziano.
[2] Cfr. Alfonso E. Pérez Sánchez, Pintura Italiana del siglo XVII en España, tesi di dottorato pubblicata nel 1965, Madrid,1965, p. 481, tavola 191.
[3] Cfr. Alfonso E. Pérez Sánchez, Pintura Italiana del siglo XVII en España, op. cit., p. 481, tavola 191.
[4] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, in “Paragone-Arte”, a. LXII, Terza Serie, n.100(741), Novembre 2011, p.1. Per un succinto ritratto quanto mai utile e significativo per comprendere la personalità del nostro ambasciatore di Spagna in Shanghai, cfr https://www.museodelprado.es/enciclopedia/enciclopedia-on-line/voz/paya-lopez-de-amezola-joaquin/. Invece per i ben più articolati “Lineamenti della vita di Joachim Payà Lopez de Amenzola, si cfr. l’omonimo contributo stilato da Ricardo Montes Bernandés pubblicato in “Andelma”, Revista del Centro de Estudios Hìstoricos Fray Pascual Salmeron, a. VIII, n.19, Dicembre 2010, alle pp.5-10 rinvenibile in formato pdf all’url http://tecnologiaycultura.net/andelma/Andelma19.pdf
[5] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, op. cit., p.1, n.1.
[6] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio in op. cit., p.1.
[7] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, op. cit., pp.42-45
[8] J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, op. cit.
[9] Per uno dei primi, moderni, attendibili, anche se di fatto oramai superati, contributi sul Finoglio si consulti M.  D’Elia, Paolo Finoglia, in Mostra dell’arte in Puglia dal tardo antico al Rococò, De Luca, Roma 1964, pp.145-146. Per dati particolarmente significativi, non solo sulla vita del Finoglio cfr. F. Marangelli, Paolo Finoglio attraverso i documenti ritrovati da Francesca Marangelli in estratto dall’Archivio Storico Pugliese, Organo della Società di Storia Patria per la Puglia, anno XX (1967), fascicolo I-IV, pp.1-19 e F. Marangelli, (a cura di), Paolo Finoglio attraverso i documenti ritrovati da Francesca Marangelli, ciclostilato - Centro Ricerche, Conversano, 1979. Per i pittori del Guercio, cfr. M. e P. D’Elia, I pittori del Guercio. L’ambiente artistico conversanese ai tempi di Giangirolamo II e di Isabella Filomarino, Molfetta 1970. Per una nota bibliografica he recensisce gli studi sul Finoglio sino al 1978, cfr. R. Buono, Nota bibliografica su Paolo Finoglio, in Ricerche sul Sei Settecento in Puglia, dirette da Luisa Mortari, n. I, 1978-1979, Università degli studi di Bari, Schena, Fasano 1980, pp.91-103. Per Finoglio a Conversano, cfr. M. d’Elia, Paolo Finoglio a Conversano in La Puglia tra barocco e Rococò, Electa, Milano 1982, pp.207 e segg. Per un singolare approccio all’attività pittorica del Finoglio, cfr. AA.VV. Paolo Finoglio, L’altro sguardo, Schena, Fasano 1983, pp.73 in cui sono contributi di G. Ramunni, Presentazione, pp. 1-2; F. Tateo, Presentazione, pp.9-10; U. Panarelli, Introduzione p.12; S. Fizzarotti, Premessa p.13, T. Matera De Bellis, L’investigazione del probabile pp.17-25 e A. Nunziante, Intorno ad una messinscena, pp. 29-33. Per il ciclo pittorico dedicato dal Finoglio all’illustrazione della Gerusalemme liberata, cfr. V. L’Abbate, Il ciclo pittorico di Paolo Finoglio sulla “Gerusalemme Liberata” nella Pinacoteca comunale, Sisci, Conversano 1999. Per il più recente contributo (arricchito anche dalla più significativa bibliografia accumulata nel corso del tempo sul Finoglio) che ha rilanciato, di fatto, la figura e quindi l’attività del frescante e pittore di Atella, cfr. AA.VV., Paolo Finoglio e il suo tempo, Un pittore napoletano alla corte degli Acquaviva, a cura di Pier L. L. De Castris, Presentazioni di G. Melandri  C. D. Fonseca G. M. Jacobitti e V. Bonasora, Electa Napoli, 2000. Per il Finoglio e il suo tempo cfr.  C. De Toma (a cura di), Paolo Domenico Finoglio e il suo tempo, (Centro Ricerche), Conversano, 2000. Per un recente sintetico contributo sul Finoglio, cfr. F. Vona, Solo un pittore. I maestri del passato in ARS, luglio 2000, s.i. pagine. Sul Tasso e la cultura figurativa seicentesca, cfr. E. Hénin e O. Bonfait, Dipingere la Gerusalemme liberata nel XVII Secolo, in Intorno a Poussin. Ideale classico e epopea barocca tra Parigi e Roma, Accademia di Francia a Roma 30 marzo 2000 26 giugno 2000, a c. di O. Bonfaiter J. C. Boyer, De Luca, Su Tasso e pittura figurativa seicentesca, Roma 2000. Sui rapporti tra Gian Girolamo II e il pittore di Atella cfr, M. Basile Buonsante, Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona e le arti visive, in Stato e baronaggio. Cultura e società nel Mezzogiorno- La casa Acquaviva nella crisi del Seicento, Atti del III convegno di studi su la Casa Acquaviva d’Atri e di Conversano, Napoli-Conversano-Alberobelli 26-28 ottobre 200, a c. C. Lavarra, collana ‘Biblioetca di cultura Pugliese n. 175’, Martina Franca, Congedo 2008, pp.139-167. Per il Finoglio Interprete del Tasso cfr. Riccardo Scrivano, «Paolo Finoglio interprete pittorico del Tasso» in Stato e baronaggio. Cultura e società nel Mezzogiorno. La casa Acquaviva nella crisi del Seicento, Stato e baronaggio. Cultura e società nel Mezzogiorno- La casa Acquaviva nella crisi del Seicento, Atti del III convegno di studi su la Casa Acquaviva d’Atri e di Conversano, Napoli-Conversano-Alberobelli 26-28 ottobre 2000, a c. C. Lavarra, collana ‘Biblioetca di cultura Pugliese n. 175’, Martina Franca, Congedo 2008, pp. 169-210. Per la fortuna della Gerusalemme nella pittura napoletana cfr. V. Lotoro «La fortuna della ‘Gerusalemme liberata’ nella pittura napoletana tra Seicento e Settecento», Aracne, Roma 2008. Per una valutazione della pala d’altare ‘San Benedetto e San Domenico” del Finoglio nella chiesa del complesso cistercense di Conversano, cfr. F. Iatta, S. Benedetto e S. Biagio dipinti da Finoglio. La sua tecnica pittorica anticipò di due secoli quella poi ammirata in un capolavoro di Manet, in Fax, a. XV, del 20/3/2010, p. 18. Per la pala d’altare ‘Sant’Urbano che battezza Valeriano’ del Finoglio in S. Cosma utilizzata come fonte storica, cfr. F. Iatta, Le tele del Finoglio danno voce alla storia. La tela che raffigura Sant’Urbano che battezza Valeriano vale più di una filza di ‘carte’ d’archivio, in Fax, a. XV, del 3/4/2010, p.30. Per la «Immacolata concezione di Lille» e il rilievo che ha nell’individuare il Finoglio avviato a divenire l’imprenditore di se stesso, cfr. F. Iatta, L’Immacolata di Finoglio torna in città. Fa parte dei dipinti del Museo di Lille che saranno esposti in Pinacoteca da maggio a luglio, in FAX, a. XVI, del 10 aprile 2010, p. 22. Per l’interpretazione dell’atto dotale rogato dal Finoglio in favore della figlia Beatrice, cfr. F. Iatta, Finoglio firma l’atto dotale della figlia, in FAX, a. XV, del 19 giugno 2010, p.26, Ibidem, Finoglio, da un rogito spunta un’ipotesi. Un suggestivo dettaglio della vita dell’artista; per far risposare la figlia vedova le avrebbe donato dei suoi quadri, in Fax, a. XV, del 24 luglio 2010, p.30. Per le oscillazioni del gusto tra Napoli e Roma degli Acquaviva, cfr. F. Vona, Paolo Finoglio e le oscillazioni del gusto tra Napoli e Roma alla corte Acquaviva, in AA.VV., Veronese, Tintoretto e la pittura veneta. Capolavori del Palais des Beaux-Arts di Lille, a cura di A. di Marzo S. Pansini R. Gnisci, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI) 2010, pp. 45-50. Per la Gerusalemme del Finoglio cfr. G. Careri, «Gestes d’amour et de guerre», HEHE, Paris 2005, ma ora cfr. «La fabbrica degli affetti. La Gerusalemme liberata dai Carracci a Tiepolo», Il Saggiatore, Milano 2010. Per Finoglio alla corte degli Acquaviva cfr. F. Vona, Paolo Finoglio e le oscillazioni del Gusto tra Napoli e Roma alla corte Acquaviva, in Veronese, Tintoretto e la pittura veneta. Capolavori del Palais des Beaux-Arts di Lille, a cura di A. di Marzo S. Pansini R. Gnisci, SilvanaEditoriale, Cinisello Balsamo 2010, pp.51-63. Per Finoglio in S. Paolo Maggiore cfr. P. Leone de Castris, Ancora su Paolo Finoglio in San Paolo Maggiore, in Tempi e forme dell’arte. Miscellanea di Studi offerti a Pina Belli D’Elia, a cura di L. Derosa C. Gelao, Granzi, Foggia 2011, pp. 331-340.
[10]Quella che segue è la descrizione della scena rappresentata nella tela: “I due guerrieri inviati da Goffredo di Buglione persuadono Rinaldo ad abbandonare l’amata Armida mostrandogli nel prodigioso specchio, che hanno con sé, l’incanto ordito dalla maga ai suoi danni”. Il pittore, come si ha modo di rilevare, concentra l’attenzione sul dialogo concitato, reso tale dai gesti ammonitori dei due compagni di fronte allo sguardo intorpidito di Rinaldo, che traduce letteralmente i seguenti versi del poema: “Qual uom da cupo e grave sonno oppresso / dopo vaneggiar lungo in sé rivien”. Riferimenti letterari: Intanto Ubaldo oltra ne viene, e 'l terso / adamantino scudo ha in lui converso. (Torquato Tasso, Gerusalemme liberata, c. XVI, st. 29). Egli al lucido scudo il guardo gira, / onde si specchia in lui qual siasi e quanto / con delicato culto adorno; spira / tutto odori e lascivie il crine e 'l manto, / e 'l ferro, il ferro aver, non ch'altro, mira / dal troppo lusso effeminato a canto. (Torquato Tasso, Gerusalemme liberata, c. XVI, st. 30). Qual uom da cupo e grave sonno oppresso / dopo vaneggiar lungo in sé riviene, / tal ei tornò nel rimirar se stesso (...) / (Torquato Tasso, Gerusalemme liberata, c. XVI, st. 31).
[11] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, op. cit., p.45.
[12] L’intero ciclo pittorico è stato criticamente vagliato da V[incenzo] P[ugliese], per cui cfr. Schede 41a, b, c, d, e, f, g, h, i ed l, in “Paolo Finoglio e il suo tempo. Un pittore napoletano alla corte degli Acquaviva”, a cura di P. L. Leone De Castris, Presentazioni di G. Melandri C. D. Fonseca G. M. Jacobitti e V. Bonasora, Napoli, 2000, pp.166-168. Le schede che abbiamo poco prima riportato sono poi state riproposte, tradotte in francese, col titolo Paolo Finoglio. La Jèrusalem délivrée, in “Paolo Domenico Finoglio La Jérusalem délivrée”, Palais des Beaux Arts de Lille du 23 avril au 12 Jiulliet 2010, direction Alain Tapié mise en scene Alain Fleischer, Editions d’Art Somogy, Paris 2010, pp. 26-34. Preceduta da una breve introduzione all’intero ciclo pittorico, viene offerta una descrizione dei dieci episodi della “Gerusalemme liberata”, con i relativi rinvii ai passi letterari che li hanno suggeriti, nel sito web la cui url è: http://www.turismoinconversano.it/
[13] Per un ritratto moderno della personalità e quindi delle ‘gesta’ di Gian Girolamo II Acquaviva d’Aragona (1600-1665) cfr., anche se mostra non pochi limiti dovuti sia al tempo in cui fu redatto e non meno all’anti tirannismo che lo contraddistingue, il noto e benemerito contributo stilato da L. Pepe, Nardò e Terra d’Otranto nel moti del 1647-1648 in Archivio storico pugliese, vol. I. fasc. I, a. 1894 e vol. I, fasc.2-3-4, 1895 ristampato a cura di G. Pepe, Manduria-Bari 1962; E. Fasano Guarini, Acquaviva D'aragona, Giovan Girolamo (Giangirolamo), in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell’Enciclopedia Treccani, www.treccani.it, lemma che pur mostra qualche sfilacciatura rispetto ai più avvertiti contributi venuti dopo. M. Sirago Il feudo acquaviviano in Puglia (1575-1665) in Archivio storico pugliese, a. XXXII, fascicoli I - IV, gennaio-dicembre 1984, I parte, pp.73-122; Ibidem, Due esempi di ascensione signorile. I Vaaz conti di Mola e gli Acquaviva conti Conversano tra ‘500 e ‘600 (Terra di Bari), estratto da Studi storici Luigi Simeoni,  Istituto per gli studi storici veronesi, Verona 1986, pp. 169-213; Ibidem, I feudatari di Castellabate in età moderna, in Salerno e il Pricipato Citra nell’età moderna (secoli XVI-XIX), Atti del Convegno di Studi Salerno, Castigline dei Genovesi, Pellezzano 5-7 dicembre 1984, Centro studi «Antonio Genovesi» per la storia economica e sociale, Pubblicazioni dell’Università degli Studi di Salerno, collana Serie Atti di Convegni Miscellanee n. 17, Edizioni Scientifice Italiane, Napoli 1987, che pur attingendo a fonti di prima mano non sempre offre interpretazioni del tutto esaurienti se non felici. M. Viterbo (Peucezio), Il “Guercio di Puglia” e la rivoluzione di Masaniello, in Storia della Puglia dalla preistoria alla fine del XVII secolo attraverso le vicende dell’antica contea di Conversano, vol. III, Castellana la contea si Conversano e l’abazia di San Benedetto. L’Età Moderna, Schena, Fasano 1987, pp.171-295, aggiornato cultore delle vicende della contea conversanese, ma il cui limite di fondo sono l’accettazione, a volte quasi, passiva di alcuni luoghi comuni che sarebbero invece da sfatare. A. Spagnoletti, Giangirolamo Acquaviva: un barone meridionale tra Conversano, Napoli e Madrid in Un barone meridionale nella crisi del Seicento. (Dai memoriali di Paolo Antonio Di Tarsia), a cura di A. Spagnoletti e G. Patisso, presentazione di F. Tateo, Congedo, Galatina 1999, pp. 1-24; Ibidem, Le dinastie italiane nella prima età moderna, collezione di Testi e di Studi-Storiografia, Il Mulino, Bologna 2003 che risultano, almeno sino a oggi, i contributi cui si può rifare per avere anche preziose indicazioni sia per ulteriori mirate ricerche quanto per ben più esaustivi contributi. Clelia Iacobone, Il conte di Conversano Giangirolamo Acquaviva, in Puglia dal Quattrocento al Novecento. Manale di storia regionale, Premessa di C. Iacobone, Introduzione di L. Masella, Edipuglia, Bari 2004, equilibrato, sintetico ritratto del conte di Conversano, anche se risente del suo carattere peculiarmente divulgativo. A. Spagnoletti, I poteri territoriali dall’età Aragonese all’età Spagnola, in Storia della Puglia. I. Dalle origini al Seicento, collana ‘Storia e società’ a cura di A. Massafra e B. Salvemini, Laterza, Bari 2005; Ibidem, Le forme e i protagonisti del conflitto sociale e politico, in Storia della Puglia. II. Dal Seicento a oggi, collana ‘Storia e società’ a cura di A. Massafra e B. Salvemini, Laterza, Bari 2005, cui sono rilevanti, pur nella loro concisione, alcune più che pertinenti indicazioni. V. L’Abbate, Il conte Gian Girlamo II Acquaviva d’Aragona, in Ricerche storiche su Conversano e dintorni, Età moderna e contemporanea (secc. XVII - XIX), a cura del Comune di Conversano dell’Università popolare e della terza età di Conversano e della Sezione di Conversano della Società di Storia patria per la Puglia, vol. III, Tipolitografia Pineta, Conversano 2005, pp.22-33, che ha, purtroppo, il suo limite nel tentativo, pur a volte ben più che riuscito, di divulgare nodi storico-sociali che non sempre si prestano, alle semplificazioni cui pur si deve ricorrere per delinearli nelle opere di divulgazione. G. Galasso, A proposito di Acquaviva e di Spagna nel Mezzogiorno d’Italia, in Stato e baronaggio. Cultura e società nel Mezzogiorno. Atti del convegno di studi La casa Acquaviva d’Atri e di Conversano Napoli-Conversano-Alberobello 26-28 ottobre 200, a c. di C. Lavarra, Introduzione di Francesco Tateo, collana ‘Biblioteca di cultura pugliese’, serie seconda n.175, Congedo, Martina Franca 2008, pp.17-24. F. Iatta, Il Guercio di Puglia era davvero guercio?, in FAX, a. XV, del 16/1/2010, p. 16; Ibidem, Wikipedia vs. Gian Girolamo II. Come difendersi quanto si effettua una ricerca dalle lusinghe e dai trabocchetti di internet, in FAX, a. XV, del 29/5/2010, p.20; Ibidem, Gli schiavi alla corte di Gian Girolamo II. Erano sei: due donne, due uomini e due fanciulli al servizio del Guercio delle Puglie, in FAX, a. XV, del 17/7/2010, p.28 e Il Guercio è morto il 14 maggio 1665. Lo provano le messe di suffragio celebrate in onore di Gian Girolamo II, nella chiesa di San Benedetto, in Fax, Edizione Conversano. a. XV, del 21 agosto 2010, p.26. Mariella Basile Buonsante, Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona e le arti visive, in Stato e baronaggio. Cultura e società nel Mezzogiorno - La casa Acquaviva nella crisi del Seicento, Atti del III convegno di studi  su la Casa Acquaviva d’Atri e di Conversano, Napoli-Conversano-Alberobelli 26-28 ottobre 200, a c. C. Lavarra, collana ‘Bibliotetca di cultura Pugliese n. 175’, Martina Franca, Congedo 2008, pp.139-167 che offre il primo e quindi più interessante tentativo di sondare uno dei più singolari sfaccettati e accattivanti modi di delineare uno degli aspetti della personalità e quindi indirettamente delle peculiarità che caratterizzano l’operato, a volte sin anche singolarmente contraddittorio, del conte di Conversano; ma che proprio per il suo pionierismo e forse poi pure per la brevità del saggio stesso pare non ancora del tutto atto a penetrare, davvero appieno, anche questa non affatto modesta caratterizzazione della complessa personalità di Gian Girolamo II. Pur se non si può non concedere alla Basile Buonsante l’indubbio merito di aver, meritoriamente, avviato una serie di sondaggi che rinvengono i loro più riusciti esiti nei contributi che Francesco Tateo ha dedicato, in più occasioni, a specificare, sin nei dettagli più singolari. le matrici culturali di cui si valgono e a cui quindi attingono gli Acquaviva d’Aragona, per cui cfr. F. Tateo, La cultura letteraria in Puglia nell’età barocca, in La Puglia tra barocco e rococò, Electa, Milano 1982,  pp.  321-344; Ibidem, Prefazione a T. Matera De Bellis – A. Nunziante – S. Fizzarotti - E. Di Gioia, Paolo Finoglio. L’altro sguardo, Schena, Fasano 1983, p.9; Ibidem, Altri oggetti preziosi in casa Acquaviva: le metafore poetiche, in Contributi sul Seicento conversanese, Presentazione di D. Judice, Interventi di R. Ruotolo, F.Tateo e M. d’Elia, collana ‘quaderni conversansi n. 14, Centro conversanese ricerche di storia e arte, Grafica Scisci, Conversano 1984;Ibidem, La cultura nel  periodo spagnolo, in Storia della Puglia, Vol. II, Adda, Bari 1987, pp. 54-57; IbidemLa cultura alla corte degli Acquaviva, in Paolo Finoglio e il suo tempo. Un pittore napoletano alla corte degli Acquaviva, Banca del Salento, Electa Napoli, Napoli 2000, pp.59-62; Ibidem, Istituzione cortigiana e letteratura nel feudo degli Acquaviva, in Stato e baronaggio. Cultura e società nel Mezzogiorno. La casa Acquaviva nella crisi del Seicento, Atti del III convegno di studi su la Casa Acquaviva d’Atri e di Conversano, Napoli-Conversano-Alberobelli 26-28 ottobre 2000, a c. C. Lavarra, collana ‘Biblioetca di cultura Pugliese n. 175’, Martina Franca, Congedo 2008, pp.85-102.  [14] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, op. cit., p.45.
[15] La presenza delle opere di Vouet a Napoli è documentata grazie a due importanti tele inviate da Roma nel 1625: la ‘Circoncisione’di Sant’Arcangelo a Segno e il ‘San Bruno che riceve la regola dell’ordine per la certosa di San Martino’, cfr. G. Pacciarotti, La pintura barroca en Italia, Madrid, 2000, p. 109.
[16] Cfr. J.L. Requena Bravo de Laguna, Una ‘Morte di Lucrezia’ di Paolo Domenico Finoglio, op. cit., p.45.
[17] Sulla ricostruzione di questa importante serie pittorica e la sua implicazione nella decorazione del palazzo del Buen Retiro a Madrid si veda S. Schütze, Exem- plum Romanitatis. Poussin e la pittura napoletana del Seicento, in Actes du colloqueà l’Académie de France à Rome et à la Bibliotheca Hertziana , Paris, 1996, pp. 181-44 200; A. Úbeda de los Cobos, El ciclo de la Historia de Roma antigua, in El palaciodel Rey Planeta: Felipe IV y el Buen Retiro, catalogo de la mostra, Madrid, 2005, pp.169-189, che condensa dettagliatamente la vasta bibliografia sul tema e di S. Pierguidi, Il ciclo dei costumi de’ Romani antichi del Buen Retiro di Madrid ,in ‘Storia dell’arte’,125-126, 2010, pp. 79-93. E inoltre M. Simal López, Nuevas noticias sobrelas pinturas para el real palacio del Buen Retiro realizadas en Italia (1633-1642), in ‘Archivo Espanõl de Arte’, 335, 2011, pp. 245-260.
 


venerdì 28 giugno 2013

Pinacoteca comunale nel Castello di Conversano



diretta streaming 

dalla Pinacoteca "P. Finoglio" di Conversano 


http://www.youtube.com/ApuliaWebTV
venerdì 5 luglio - ore 18.30
verrà presentato il volume di A. Ciancio e V. L’Abbate

Norba-Conversano.
Archeologia e storia della città e del territorio


                        

giovedì 4 aprile 2013

Centro Ricerche di Storia ed Arte - Conversano


PIETÀ POPOLARE A CONVERSANO
EDICOLE SACRE E IMMAGINI DEVOZIONALI
DAL MEDIOEVO AI NOSTRI GIORNI.



Il Centro Ricerche di Storia ed Arte - Conversano, è un’associazione culturale che ha tra i propri fini statutari la conoscenza, lo studio, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio dei beni culturali.
Il Centro Ricerche ha ideato il progetto di ricerca sulla Pietà Popolare, con l’obiettivo di operare il censimento, il rilevamento fotografico e la schedatura delle edicole religiose di Conversano e del suo territorio.
Lo studio è stato condotto in tutta l’area urbana e nel territorio di Conversano, ove sono state ritrovate, anche nei recessi più reconditi e difficilmente immaginabili, delle edicole e/o delle immagini sacre, alcune volte pregevoli altre volte di scarso valore artistico, ma tutte comunque espressione di una forte e radicata spiritualità, quella stessa che nei secoli ha costituito la pietas popolare.
A queste immagini sacre (dipinte o scolpite da artisti per lo più sconosciuti), ubicate «[…] strategicamente sulle pareti di edifici sacri, in importanti arterie, stretti vicoli, crocicchi, slarghi, ma anche in angoli più riposti, a metà tra pubblico e privato, come archi, scalinate, atri, cortili, pianerottoli …, o anche in aperta campagna, il più delle volte alla confluenza di vie o sentieri, i cittadini conversanesi hanno riconosciuto nei secoli una duplice valenza cultuale e protettiva, assegnando loro il compito di tutelare e, all’occorrenza, salvare la propria vita, quella dei membri della propria famiglia e/o dell’intera collettività urbana, e di salvaguardare gli animali e i raccolti contro la siccità o le calamità naturali, contro l’invasione degli insetti, contro le malattie delle piante.
Questa “diffusa” presenza di immagini sacre nello spazio urbano ed extraurbano e il concentrato tesoro di reliquie custodito nelle numerose chiese tendevano ad assicurare protezione alla città e ai suoi abitanti, a cristianizzare lo spazio rendendolo inviolabile. Inoltre, come il culto dei santi venerati nelle chiese locali (in particolare quello del santo patrono) diventava elemento fondante dell’identità urbana e dei singoli quartieri o contrade in cui era divisa la città, così il culto devozionale delle edicole religiose poteva diventare elemento identificativo di parti  più ristrette delle suddette circoscrizioni topografiche, cioè di uno spazio umano ancora più parcellizzato. Questi oggetti di culto, divenendo poli di aggregazione religiosa e sociale per gli abitanti del circondario, venivano curati e abbelliti di lumini, fiori, pizzi dagli stessi residenti che, in occasione delle ricorrenze religiose, organizzavano anche festeggiamenti e processioni in loro onore […]».1
Tali manufatti sono stati realizzati dal Medioevo ai giorni nostri e diversi per questo sono i Santi raffigurati: alcuni sono di origine orientale, come San Michele Arcangelo o La Vergine Odegitria; altri, sono strettamente collegati agli ordini monastici o alle iniziative festive e cultuali delle Confraternite,  «[…] o alla politica ‘religiosa’ degli Acquaviva d’Aragona, la famiglia feudale che dominava la città (a cui, ad esempio, nella seconda metà del ‘500 è riconducibile lo sviluppo della devozione mariana del Rosario, e nel ‘600, l’improvvisa rifioritura del culto dei santi anàrgiri Cosma e Damiano […]».2
Il percorso didattico della mostra è articolato, tenendo conto di queste premesse, in diversi itinerari tematici che evidenziano:
L’iconografia
La devozione aulica e popolare
Le tecniche
L’intento dei curatori della mostra è che dopo la lettura delle schede cartacee possa seguire, mediante la realizzazione di visite guidate, un momento operativo: quello della lettura del tessuto urbano.
Purtroppo, alcune immagini devozionali  antiche o recenti ( che fanno cioè parte di produzioni seriali del XX secolo) sono del tutto scomparse dai paramenti murari  del tessuto urbano; stessa sorte hanno subito varie  immagini affrescate nelle piccole edicole o cappelle rurali nel territorio. Tuttavia, a testimonianza di una consuetudine religiosa quasi del tutto perduta, restano in Conversano ancora numerose ‘opere’ tra edicole - tempietti, cappelline, formelle e lastre scolpite, risalenti a epoche differenti e di varie tipologie, realizzate in materiali diversi; alcune in discreto stato di conservazione, altre in avanzato degrado.
Il ripercorrere oggi questi ‘percorsi di fede’, tra devozione, storia ed arte popolare, può contribuire alla migliore conoscenza di angoli suggestivi, a volte inediti, del nostro centro storico e ad apprezzare un'arte cosiddetta minore, nata non sempre da artisti famosi, anzi, il più delle volte da illustri sconosciuti mossi dalla devozione popolare; opere però che oggigiorno assumono un significato di importante testimonianza storica.
L'iniziativa rappresenta un'occasione importante per avviare una collaborazione proficua tra le locali Scuole, di ogni ordine e grado, e il mondo della Ricerca e del volontariato, intorno al problema della tutela e della valorizzazione dei beni culturali, al fine di condividere obiettivi e percorsi formativi, in una nuova ottica di partenariato a lungo termine.

Per l’occasione della Mostra un team di studenti del IV anno delle Scuole superiori, debitamente formati dai curatori del volume, insieme a operatori del Centro Ricerche e della Pro Loco, che collabora all’iniziativa, espleteranno visite guidate per le scolaresche sia negli spazi espositivi della Mostra sia attraverso itinerari cittadini programmati.

Venerdì 5 Aprile 2013, presso la Chiesa di San Giuseppe, i professori Anna Martia Tripputi e Pietro Sisto dell’Università degli Studi di Bari presenteranno il volume. Seguirà l’inaugurazione della Mostra didattico-documentaria, per meglio divulgare i risultati del lavoro e coinvolgere così l’intera comunità nella riscoperta e rilettura delle tracce della storia della città.

C. Lavarra, Presentazione Santi di strada e cristianizzazione dello spazio, in V. Narduli, Pietà popolare a Conversano. Edicole sacre e immagini devozionali dal Medioevo ai giorni nostri, a cura di C. De Toma e D. Iudice, Congedo editore, Galatina 2012, pp. 8-10.
2 Idem, p. 7.

lunedì 18 marzo 2013

Piano Territoriale dell'Area Protetta


Masseria dei Monelli

Noi siamo pronti.....
tra erbe, risveglio e danze.
....il sole non ha ancora prenotato,
ma se non verrà noi accenderemo il camino....



per informazioni: www.masseriadeimonelli.it
tel. 080.4959720 - 3397705075
prenotazione obbligatoria
contributo libero

Convegno "DISMISSIONE E RIUSO IN PUGLIA - PROBLEMI, BUONE PRATICHE, BUONE IDEE".


Il convegno, organizzato in collaborazione fra il WWF Italia e la Regione Puglia nell’ambito della mostra convegno “Rigeneriamo la città Generiamo il futuro”, mira a fare il punto sulle problematiche della dismissione in Puglia, sulle politiche regionali che promuovono buone pratiche di riuso e rigenerazione, sulle esperienze già in atto e su quelle in divenire.
Lo sguardo è inoltre rivolto a osservare esperienze significative di riuso nel panorama italiano, che hanno riguardato temi e situazioni cruciali anche per la Puglia.
Conclude il convegno una riflessione su politiche e azioni per il riuso e la rigenerazione urbana e territoriale realizzate e in corso nella regione, con l’intento di delineare futuri percorsi di innovazione di approcci e pratiche.
Introduce e conclude i lavori l'Assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente.
Si allega il programma dell’iniziativa con l’invito a partecipare.
Info convegno: Arch. Luca Lo Muzio Lezza - tel. 3336578916 - email: lucalomuzio@gmail.com

giovedì 22 novembre 2012

La Storia di Noicattaro a Fumetti


L'Associazione Artistico Culturale "Il Parnaso" 
presenta L'evento editoriale di Natale
"La Storia di Noicattaro a Fumetti"


Noicattaro - Sala Pinacoteca - Palazzo della Cultura via G. Positano
Domenica 2 dicembre 2012 ore 19.30

“gli amici di Antonio”


Vi comunichiamo che “gli amici di Antonio”, in collaborazione con l’Associazione Musicale Maria SS. Ausiliatrice, organizzano per l’ottavo anno un concerto musicale che si terrà il 2 dicembre 2012 alle ore 19 nella sala ricevimenti Villa Menelao in Turi (vedi locandina dell’evento allegata). L’ingresso è libero. La manifestazione, scaturita dalla volontà del nostro sfortunato amico ANTONIO VOLZA malato di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica , le autorità e gli apparati sanitari ai problemi legati a questa terribile malattia. Sull’argomento interverrà il dott. Vito Delmonte. Come negli altri anni verranno raccolti fondi da destinare ad ARISLA, la Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Vi preghiamo di segnalare l’evento sul Vostro sito, aiutandoci così a dar voce al nostro caro Antonio.
Grazie

“gli amici di Antonio”

venerdì 9 novembre 2012

Fondazione Gramsci di Puglia


Presentazione del volume di Giuseppe Vacca 
 "Vita e pensieri di Antonio Gramsci (1926-1937)

Conversano - Novello Sotto il Castello

Novello Sotto il Castello, vino, gastronomia e musica 
nel centro storico di Conversano
Tutto pronto per Novello sotto il castello, il coinvolgente evento enogastronomico organizzato dall'associazione La Compagnia del Trullo. Dal 16 al 18 Novembre Conversano ospiterà la quarta edizione di questa manifestazione che fa di vino, gastronomia e intrattenimento i suoi elementi di maggiore caratterizzazione. Un appuntamento che si dimostra in continua crescita, arrivando a registrare 50mila presenze già nella sua terza edizione (2011). Novello sotto il Castello nasce per rievocare gli antichi riti della vendemmia e della festa di San Martino, con l'idea di portare in piazza il meglio della Puglia e di mostrare angoli di storia ancora da scoprire. Come? Con degustazioni di vini delle cantine del territorio e bontà gastronomiche ricercate e di qualità. E ancora intrattenimento lungo tutto il centro storico conversanese e visite guidate alle bellezze artistiche della città. 
Quindici le cantine, provenienti da tutta la regione, che proporranno al pubblico di Novello Sotto il Castello i loro pregiati prodotti per un viaggio nella Puglia dei vini. Una esperienza che si completa con la gastronomia della nostra tradizione, grazie alla partecipazione degli studenti dell'Istituto Professionale Alberghiero di Castellana Grotte, coordinati dal Prof. Giovanni Colonna. 
Ma Novello Sotto il Castello non è solo enogastronomia, è anche intrattenimento e divertimento per le vie del centro storico della città. Le serate dell'evento saranno caratterizzate da spettacoli itineranti, musica live, artisti di strada, giocolieri, canti e balli popolari per le vie del centro storico. Un programma di tre giorni che si arricchisce di appuntamenti legati all'arte, all'artigianato, alla sostenibilità e al teatro.
Di particolare interesse, nell'articolato programma dell'evento, il concerto di Matthew Lee e il Processo al Novello.
La sera di Sabato 17, infatti, a riscaldare la piazza di Conversano sarà il concerto di Matthew Lee, uno straordinario performer, pianista e cantante innamorato del Rock'n roll, che ha fatto propri gli insegnamenti dei maestri del genere. Un vero fenomeno degli 88 tasti. La sua energia e il suo dinamismo al piano fanno tornare alla mente il grande Jerry Lee Lewis mentre la sua voce calda ed espressiva e le sue ballate ricordano il primo Elton John. Nonostante la giovane età vanta già 700 concerti in tutta Europa.
Domenica 18, invece, in anteprima assoluta avrà luogo il Processo al Novello. Da un'idea del giornalista e sommelier Eustachio Cazzorla nasce una udienza giudiziaria vera e propria che mette sul banco degli imputati il vino novembrino. L'accusa? Quella di non essere un vero vino. Sommelier, viticoltori, enologi e chef si confronteranno su proprietà, pregi e difetti del Novello per provarne o meno la colpevolezza. Quali elementi porteranno dinanzi al giudice l'accusa e la difesa? Come sarà giudicato il Novello dopo l'incidente probatorio e la camera di consiglio? Sarà colpevole o sarà assolto?
Novello Sotto il Castello è realizzato con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, della Regione Puglia, della Provincia di Bari e congiuntamente dall' assessorato alle Politiche culturali e dall' assessorato ai Settori produttivi della Città di Conversano. Inoltre hanno concesso il loro patrocinio la Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Bari, la Banca di Credito Cooperativo di Conversano, l'Istituto Professionale Alberghiero di Castellana Grotte, l'Università europea del turismo, il Consorzio Trulli Mare e Grotte, il GAL Sud Est Barese.
Consulta il programma dell'evento sul sito lacompagniadeltrullo.it
Il programma dell'iniziativa